mercoledì 22 aprile 2020

PICCOLE DONNE MINI SERIE TV RECENSIONE


Piccole Donne – Mini serie televisiva trasmessa su Sky Uno basata sui romanzi di Louisa May Alcott dove protagoniste sono quattro sorelle.





Buongiorno Stelline ^_^
Ormai siamo in quarantena da parecchie settimane e il tempo per dedicarci alle nostre amate serie televisive ce n’è e ho terminato di vedere la mini serie, disponibile su Sky Box Sets, di uno dei classici che più ho amato da ragazzina e potrei dire da sempre ormai e che non perdo una trasposizione cinematografica e televisiva, e si tratta di Piccole Donne.


Piccole Donne è una mini serie televisiva britannico-statunitense in tre puntate diretta da Vanessa Caswill e tratta dall’omonimo romanzo di Louisa May Alcott, pubblicato nel 1868 e trasmessa qui in Italia su Sky Uno dall’11 al 25 maggio 2018 e disponibile su Sky Box Sets.


Ambientato sullo sfondo della guerra civile americana, la storia di quattro sorelle Jo, Meg, Beth e Amy March nella loro vita dall’infanzia all’età adulta. Con la loro madre, Marmee, e il padre al fronte, le ragazze vivono le loro vite tutte insieme, unite da un legame profondo e pieno di amore dove diventare giovani donne porta loro diverse avventure e situazioni, un viaggio di sentimenti puri contrastati anche dalla gelosia tra sorelle, la rivalità fraterna al primo amore, alla perdita e al matrimonio. Un viaggio intenso e ricco di buoni sentimenti e di un amore indissolubile che unisce queste quattro sorelle, tutte diverse tra loro, ma unite da un grande amore, che potrà vacillare nel corso della vita ma mai spezzarsi.

Le nostre sorelle March: Jo, Meg, Beth e Amy sono quattro giovani donne costrette a vivere in un’epoca non particolarmente facile e dove povertà, malattie e guerra ne fanno da padrone e portano a grandissimi sacrifici e a notevoli sofferenze per ragazze delle loro età. Ma nonostante le difficoltà dell’epoca, loro continuano a coltivare i loro sogni e le loro passioni, Jo, interpretato da Maya Hawke, ama scrivere storie immaginarie di eroine e amori contrastati e intensi; Meg, la più grande e interpretata da Willa Fitzerald, è una ragazza elegante e raffinata che ama la vita sociale ma non disdegna i lavori umili per aiutare la sua famiglia; Beth, interpretato da Annes Elwy, la più fragile e timida della casa, che ama suonare il pianoforte e vivere la sua vita protetta dalle mura domestiche e infine Amy, interpretata da Kathryn Newton, la più piccola e viziata della casa, che ama atteggiarsi e pavoneggiarsi.



La storia di Piccole Donne è un classico che ogni volta e in ogni versione mi piace tantissimo e anche questa mini serie televisiva l’ho trovata davvero interessante, credibili e tutto affrontato in modo completo e tutti i personaggi delineati e ben caratterizzati con costumi e ambientazione buona per l’epoca in cui la storia è ambientata.

La scelta delle interpreti delle quattro sorelle March, è ricaduta si attrici esordienti e personalmente sconosciute, che ho trovato convincenti fin dai primissimi minuti quando ognuna di loro riesce a distinguersi e mostrare il loro spirito e il loro carattere. Cosa non mi ha convinto però? Che le ragazze sono già adulte di aspetto fisico rispetto all’età delle giovani sorelle nel romanzo, infatti, nel libro la storia inizia quando le quattro sorelle sono ragazzine in età adolescenziale, chi alla fine e chi invece all’inizio di essa, e trovo che le interpreti di questa serie televisiva non subiscono alcuna trasformazione nel corso degli eventi ma, sono già adulte da adolescenti e non si capisce in questo modo l’avanzare dell’età e dell’esperienza di ognuna di loro. Nel caso di Amy, ad esempio, in questa serie televisiva ha già l’aspetto di una ragazza adulta e non di una bambina agli inizi dell’adolescenza e alcune sue azioni (la gelosia e la famosa scena del manoscritto della sorella che brucia per vendetta) risultano ancora più irritanti e insopportabili in una ragazza che sembra ormai adulta e non una bambina. Amy personaggio da me sempre odiato e anche in questa serie televisiva ancora più odiata e insopportabile (complimenti all’attrice che ha saputo interpretare al meglio quest’aspetto del personaggio). Meg è perfetta con la sua dolcezza e la grazia che ha sempre contraddistinto questo personaggio e anche Beth è tenera e perfetta con quegli occhioni e le lentiggini che mostrano una ragazza delicata e mite e sembra nell’ombra delle altre sorelle. Chi non mi ha convita è Jo (da sempre il mio personaggio preferito, sia letterario sia cinematografico). Di solito questo personaggio mi entra nel cuore subito, vivendo ogni sua singola emozione e coinvolgendomi nel suo dolore e nelle sue azioni, in questo caso, non è stato così. Non mi è piaciuta l’attrice, Maya Hawke ( che ho scoperto essere la figlia di Uma Thurman e Ethan Hawke) non mi ha conquistato nei panni di Jo, non ha saputo catturare la mia attenzione e il mio cuore, ritrovandomi per la prima volta, estranea a un personaggio che ho sempre amato e nella quale mi sono sempre identificata.

Devo dire che ho adorato la mitica Angela Lansbury (La signora in giallo) nei panni della Zia March, perfetta e assolutamente fantastica nell’interpretazione, peccato che i minuti dedicati a lei sono stati davvero pochissimi ma intensi!


Mi è piaciuta tanto anche Emily Watson nei panni della Mamma, ha saputo rendere il personaggio completo e sfaccettato come nei romanzi, mentre mi ha deluso Laurie, che non ha spiccato nella storia e non mi ha trasmesso alcuna emozione, cosa che invece nei romanzi e nel film classico, ha suscitato.

Sicuramente per adattare tre episodi dei due libri ha richiesto tagli di sceneggiatura, lasciando comunque le scene iconiche del libro (come la scena del manoscritto bruciato, l’incidente di Amy sul ghiaccio, il taglio di capelli di Jo e la storia del guanto di Meg e il pianoforte di Beth) che compaiono tutte anche se in modo molto veloce e non approfondito e anche le scene che introducono Laurie qui sono molto velocizzate e affrettate non dando la giusta esposizione al personaggio che effettivamente è in campo letterario.



Sicuramente questa mini serie di Piccole Donne non è perfetta ma in generale è comunque un buon prodotto, con i costumi e le ambientazioni interne curatissime, carine le protagoniste ma a mio avviso la storia troppo veloce e poca attenzione al livello empatico su varie scene che da sempre mi hanno emozionato facendomi scendere anche lacrime di tristezza, di gioia e di rabbia in alcuni casi. Qui è stato tutto superficiale quello che ho provato, non mi ha particolarmente emozionato e coinvolto, marcando solo le tappe fondamentali della storia ma in modo superficiale e poco approfondito… Magari si poteva realizzare questa serie in più puntate o in più stagioni e renderla più coinvolgente e completa.



Non è sicuramente una serie televisiva che rientra tra le mie preferite e non una trasposizione di uno dei miei libri preferiti di sempre, che più mi ha coinvolto ed emozionato, ma piacevole da guardare nel complesso.

Vi lascio il trailer della mini serie:





Ecco Stelline, la recensione della mini serie televisiva di Piccole Donne finisce qui. Cosa ne pensate di questa serie? L’avete vista? Siete d’accordo con me oppure no? Fatemelo sapere in un commento qui sotto!

Vi mando un bacione e alla prossima!


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