Chi ama perdersi tra le pagine dei libri lo sa bene: ogni lettore ha un proprio viaggio personale, una mappa geografica e mentale fatta di storie che si intrecciano con la vita di tutti i giorni. Come saprete, se mi seguite, nel mio percorso di lettura dedicato a Stephen King ( Qui il primo articolo introduttivo) - una maratona emotiva che mi sta portando a coprire i meccanismi più segreti e affascinanti del Re del Terrore - c'è un momento preciso in cui la finzione ha cancellato la realtà. Quel momento ha un nome e un luogo: Le Notti di Salem. Leggere questo romanzo non è stato un semplice giro di pagina. E' stato il giorno in cui Stephen King mi ha letteralmente intrappolato nella cittadina di Salem's Lot nel Maine. Mi sono ritrovata a camminare per le strade del piccolo paesino, ad ascoltare i pettegolezzi dei suoi abitanti e a guardare con un brivido quella villa sulla collina, Casa Marsten, che domina il paese come una promessa di sventura e terrore. In questo MIO DI...
Il mio viaggio letterario comincia ufficialmente da qui. Apro la mitica antologia curata da Elio Vittorini e torno indietro nel tempo. La prima sessione del libro si intitola proprio "Le Origini" che mi ha portato dritta ai primi anni dell'Ottocento, quando l'America cercava ancora la sua vera voce letteraria. In questa prima sezione c'è solo un racconto del padre fondatore di questo straordinario genere americano: Washington Irving e il testo scelto da Vittorini e che ho letto è LA VALLE DEL SONNO . Ma cosa pensa Vittorini questo autore? " Washington Irving è l'unico narratore che raggiunse, in certi lavori brevi, un'efficacia creativa buona per tutto il mondo. Egli succhiava dall'Europa e rovesciava in America, agendo da saturatore. " Quindi un autore capace di parlare a chiunque. Secondo Vittorini, la scrittura di Irving è densa e ricca di dettagli. Eppure, sotto la superficie tranquilla, si nasconde qualcosa di inquietante. Né La Valle d...