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LA RIVINCITA DEGLI INVISIBILI: IL MIO DIARIO DI LETTURA DE LE SOLITE SOSPETTE DI JOHN NIVEN 🕮

 

E se l'arma più letale per una rapina in banca fosse… l'artrite? Sembra un po' un paradosso, ma nel libro "Black Humor" di John Niven è la pura realtà. 



Illustrazione in stile cinematografico di quattro anziane signore che fuggono in cabriolet con borse piene di soldi, ispirata al libro Le Solite Sospette."

In questo mio Diario di Lettura, vi racconterò della mia esperienza di lettura di questo romanzo, letto per il Gruppo di Lettura "Se Piangi Se Ridi" organizzata dalla biblioteca in cui abito ed è un romanzo dove la disperazione di trasforma in audacia e dove quattro donne, che la società aveva già dato per "scadute", decidono di prendersi la loro giustizia poetica. Un libro sicuramente crudo, volgare in alcuni punti e incredibilmente umano.



Titolo: Le Solite Sospette

Autore: John Niven

Casa Editrice: Einaudi

Genere: Narrativa Contemporanea

Pagine: 346

Autoconclusivo




"Quattro pericolosissime vecchiette rifiutano l'ospizio, svaligiano la banca del quartiere e la squagliano in Costa Azzurra."

Susan, una tranquilla sessantenne inglese, scopre alla morte del marito di essere stata lasciata sul lastrico e sommersa dai debiti. 

Di fronte alla prospettiva di perdere la casa e la dignità, decide di compiere un gesto estremo: rapinare la banca che la sta strozzando. 

Coinvolge le sue migliori amiche in quest'avventura: Ethel, Julie e Jill. 

Il colpo riesce e le "nonnine" si ritrovano con un bottino milionario.

Inizia così una fuga rocambolesca.


Illustrazione in stile cinematografico di quattro anziane signore che fuggono in cabriolet con borse piene di soldi, ispirata al libro Le Solite Sospette."


Le Solite Sospette rientra nel genere di narrativa contemporanea, ma con sfumature molto specifiche che lo definiscono meglio:

1) Le tematiche sono attuali, in quanto affronta problemi moderni come la crisi economica, la precarietà della terza età e il decadimento del sistema di welfare, tutto calato nel presente.

2) Stile e linguaggio: l'autore usa una scrittura diretta, colloquiale e cruda che è tipica della prosa moderna.

3) Vi è realismo sporco, in quanto le motivazioni dei personaggi sono radicate in una realtà molto concreta, nonostante ci sia una trama rocambolesca, ossia una rapina in banca organizzata da sessantenni.

Un romanzo che si può anche collocare nel sottogenere del noir umoristico, in quanto gioca costantemente sul contrasto tra il crimine e la quotidianità più banale. Quindi trasforma una situazione drammatica in una farsa senza più mitigare la realtà dei fatti. Può essere considerato anche un romanzo di satira sociale, infatti, utilizza l'espediente della rapina per mettere a nudo le ipocrisie e i fallimenti della società britannica e occidentale contemporanea.

E' un tipo di narrativa che usa l'ironia sferzante per criticare la società attuale, che sembra un marchio di fabbrica di Niven.

Uno stile che mescola leggerezza narrativa e crudezza espressiva. Niven adotta un tono ironico e sferzante, tipicamente britannico, che trasforma situazione drammatiche (come la povertà o la vedovanza) in scene grottesche e divertenti.

Il ritmo narrativo è serrato, simile a quello di un action movie, rendendo la lettura veloce e coinvolgente. Nonostante il tono satirico, Niven cura molto la profondità psicologica, rendendo i personaggi credibili attraverso i loro rimorsi e le loro fragilità.

E' uno stile volutamente provocatorio per sottolineare le assurdità del sistema burocratico e sociale, mantenendo però un fondo di umanità e tenerezza verso le sue "fuorilegge".

Una scrittura quindi diretta, ritmata e non teme l'uso della volgarità o riferimenti a tabù sociali. Questo registro "basso" serve  a rendere autentiche le voci delle protagoniste e smitizzare la figura sociale dell'anziano.

Il narratore è esterno e narrato in terza persona. La focalizzazione, invece, è interna, in quanto il narratore "entra" nella mente dei personaggi e vediamo tutto attraverso i loro occhi e si restringe al vissuto di chi sta seguendo in quel momento. Il punto di vista è multiplo, in quanto si sposta tra le diverse protagoniste e talvolta anche su altri personaggi. Io lettrice ne sapevo quanto i personaggi coinvolti, vivendo l'azione con la loro stessa tensione e urgenza.




Il romanzo usa la risata per veicolare un messaggio di ribellione contro il declino forzato e l'ingiustizia economica.

I punti di forza di questo romanzo risiedono principalmente nella capacità di Niven di mescolare generi opposti con un ritmo serratissimo.

1) L'originalità del punto di vista, il contrasto tra l'immagine e la pianificazione di un colpo in banca crea un effetto comico immediato e irresistibile.

2) Il ritmo narrativo, la scrittura è "cinematografica". I capitoli sono brevi, i dialoghi sono veloci e la tensione non cala, rendendo la lettura estremamente fluida.

3) L'umorismo "scorretto", l'autore non ha paura di essere volgare, cinico o dissacrante e mantiene un tono graffiante che diverte anche quando affronta temi tristi come la povertà e la malattia.

4) L'empatia con le protagoniste, nonostante siano delle criminali, è impossibile non tifare per loro. L'autore scava nelle loro motivazioni (debiti, solitudini, mariti molesti) rendendo la loro ribellione un atto di giustizia in cui io lettrice mi identifico facilmente.

5) La satira sociale, infatti, il libro non è solo una commedia, ma un attacco feroce all'ipocrisia della società moderna, al potere delle banche e alla gestione della sanità.

I punti deboli, secondo me:

1) Semplificazione dei problemi, ad esempio la critica sociale, per quanto efficace, rimane spesso in superficie. Il complesso sistema economico o i problemi della sanità vengono risolti "a colpi di pistola" o con soluzioni rocambolesche che richiedono una forte sospensione dell'incredulità da parte di me lettrice.

2) Antagonisti poco incisivi, le forze dell'ordine e i "cattivi" istituzionali sono spesso ritratti come talmente inetti da non rappresentare mai una minaccia reale e credibile, togliendo un po' di pepe al senso di pericolo durante la fuga.

Leggere Le Solite Sospette è stata un'avventura esilarante, irriverente e cinematografica. Lo stile è una sorta di black humor graffiante e una satira sociale pungente, ho riso spesso durante la lettura e l'ho trovato un libro davvero spassoso e divertente.

Una narrazione serrata e ricca di colpi di scena, simile ad una struttura di un film d'azione e una scrittura che intrattiene senza pause. Un finale che non mi ha particolarmente colpito, l'ho trovato un po' sbrigativo.

Un grido di battaglia travestito da commedia nera. Va oltre la semplice risata, è una sorta di analisi spietata su come la società contemporanea tenda a "rendere invisibili" le persone superata una certa età, specialmente le donne.

Un libro che celebra l'amicizia e invita a non rassegnarsi, suggerendo che non è mai troppo tardi per riprendersi il controllo della propria vita.






Ecco quindi la mia personale valutazione:

1) Sicuramente la bravura dell'autore sta nel gestire i meccanismi dell'intrattenimento quindi ha sicuramente padronanza del ritmo e coerenza stilistica, ossia non ci sono cali di tono; sicuramente non è uno stile "per tutti", ma è eseguito, oggettivamente con estrema coerenza. Contenuto soggettivo e stile coerente.

2) Opera scritta molto bene che rispetta rigorosamente le norme grammaticali e sintattiche.

3) Vi è coerenza narrativa. Nonostante la premessa sia un po' "stravagante", l'autore non tradisce mai il filo conduttore e non deraglia mai. Ottima logicità nella conduzione della storia.

4) La caratterizzazione delle quattro protagoniste è netta. Nonostante appartengono alla stessa fascia d'età e condividono lo stesso obiettivo, Niven assegna a ciascuna tratti psicologici e comportamentali distinti da rendere le figure concrete e inconfutabili. L'autore utilizza anche il linguaggio per differenziarle e non induce assolutamente alla confusione. Il quadro psicologico è preciso e coerente dall'inizio alla fine. Ottima caratterizzazione dei personaggi.

5) I dialoghi sono un punto di forza, che rendono credibile l'incredibile. Dialoghi ottimamente efficaci.

6) Nonostante il "binario" della fuga sia un classico della narrativa, il modo in cui l'autore lo percorre, ossia con un mix di black umor britannico e ferocia sociale, rende la storia un'esperienza di lettura originale e tutt'altro che banale. Storia con il fattore X ossia originalità

7) Niven gioca con gli stereotipi per poi distruggerli dall'interno, ho iniziato il libro pensando di leggere una commedia leggera sulle nonnine ma mi sono ritrovata immersa in un noir sociale davvero graffiante. La narrazione può contenere una sorta di stereotipi largamente condivisi ma in modo per nulla banale.

8) La storia ha generato in me curiosità e interesse perché il libro non è mai statico. E' una storia che si "guarda" mentre si legge e mantiene l'interesse vivo. Mi ha rapito rendendomi curiosa nel proseguire la lettura. Ho trovato immedesimazione e ho provato empatia. Buona capacità di coinvolgere.

9) Ci sono elementi impensati e cambi di rotta e mantengono abbastanza alta la tensione. L'effetto sorpresa non "tradisce" il binario narrativo, ma lo porta a una conclusione che premia l'astuzia delle protagoniste rispetto alla forza bruta degli inseguitori, anche se non mi ha entusiasmato particolarmente come finale.

10) Un romanzo che mi ha lasciato il segno a lettura conclusa, anche se non tra i miei libri preferiti, che non penso di rileggere in futuro ma che mi ha divertito ma mi ha fatto anche riflettere.

E' il primissimo libro che leggo di John Niven e l'impatto è stato sicuramente spiazzante e folgorante. E' stata una bella scoperta e sono molto curiosa di leggere altri suoi romanzi.




Ecco ora le citazioni più importanti o che mi hanno colpito di più tra tutti quelli che ho sottolineato e annotato nel libro durante la mia lettura:

"Le amicizie di lunga data hanno percorsi strani e spesso diventano l'unità di misura di noi stessi" : gli amici storici non sono solo compagni di viaggio, ma i parametri di riferimento che usiamo per capire a che punto siamo arrivati della nostra vita.

"Susan era come un bambino nel bel mezzo di una delle più grandi crisi di pianto che un essere umano avesse mai visto" : vi è una profonda fragilità emotiva e uno stato di shock totale. Una donna completamente distrutta dal dolore, sopraffatta dallo shock da non riuscire nemmeno a dare voce alla propria disperazione.

"Era qualcosa da fare, qualcosa su cui avere il controllo. Qualcosa che non riguarda solo lo starsene lì alla gogna, mentre tutti gettavano palate di merda su di loro." : il desiderio di Julie e Susan di riprendere in mano la propria vita. Preferendo le conseguenze di un gesto estremo piuttosto che continuare a vivere una vita in cui si sentono umiliate e senza potere.

Infine:

"Ti porta via qualcosa dall'anima. E non la riavrai mai più" : La perdita dell'integrità e della propria dignità. Le ferite morali o spirituali non guariscono come quelle fisiche; sono perdite permanenti che cambiano l'essenza stessa di chi le subisce.


"E' meglio rimpiangere qualcosa che hai fatto rispetto a qualcosa che non hai fatto."

L'esperienza di lettura è stata davvero adrenalinica, catartica e divertente. Ci si aspetta una commedia leggera e ci si ritrova in un noir sociale dal ritmo cinematografico che non concede tregue. L'immedesimazione è immediata e la scrittura è come una scarica elettrica: ti trascina tra risate feroci e momenti di amara verità.

Imparare a guardare dove gli altri non guardano e agire senza attirare l'attenzione è una lezione di umiltà e tattica. La rete sociale è l'amicizia sono l'univo vero ammortizzatore capace di fare la differenza. Rivedere il proprio diritto di esistere: questi sono gli insegnamenti che mi ha lasciato questo libro e che dovrei applicare nella vita di tutti i giorni, ma l'insegnamento più forte è che la vitalità e il coraggio di cambiare rotta sono scelte mentali, indipendenti dall'età anagrafica e dalle circostanze avverse.


⭐⭐⭐⭐ 1/2


In definitiva, Le Solite Sospette è un inno alla ribellione che non conosce età, un concentrato di adrenalina e umorismo nero che demolisce ogni cliché sulla vecchiaia. John Niven ci regala una corsa folle e politicamente scorretta, ricordandoci che non è mai troppo tardi per mandare tutto all'aria e riprendersi la propria vita, anche se questo significa diventare i ricercati numero uno del Paese. Se cercate una lettura che sappia farvi ridere di gusto senza rinunciare a una satira sociale affilata come un rosaio, questo è il libro che dovete avere tra le prossime letture."

E voi Qual è il piano più folle che abbiate mai immaginato per dare una svolta alla vostra vita? Fatemelo sapere nei commenti, sono curiosissima di leggere le vostre "imprese".

Un abbraccio a tutti voi che passate di qui ogni giorno: grazie per il supporto e, come sempre… buona lettura e alla prossima!














































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