lunedì 28 giugno 2021

IL REGNO DI RAME DI S.A. CHAKRABORTY – RECENSIONE LIBRO

 

Il Regno di Rame – S.A. Chakraborty: Un regno il cui destino può essere cambiato per sempre da una giovane truffatrice arrivata dal Cairo.




Buongiorno Stelline ^_^

Oggi sul blog la recensione del secondo libro della saga Daevabad di S.A. Chakraborty e si tratta del romanzo IL REGNO DI RAME, secondo della trilogia. L’ho letto in quasi due settimane, vista la mole del libro e finalmente riesco a dedicare un pochino di tempo alla recensione di questo romanzo che mi è piaciuto ma con un po’ di lentezza nella concentrazione e che mi ha entusiasmato meno rispetto al primo della trilogia.


Titolo: Il Regno di Rame

Autore: S.A. Chakraborty

Serie: Daevabad

Genere: Fantasy, Fantasy storico.

Pagine: 641

Editore: Mondadori Libri

Edizione: Oscar Vault

Data di Uscita: 02/03/2021

Titolo Originale: The Kingdom of Copper

Traduzione: Lia Desotgiu

Prezzo di Copertina: € 24,00




La vita di Nahri è cambiata per sempre nel momento in cui ha accidentalmente evocato Dara, un misterioso jinn. Fuggita dalla sua casa al Cairo, si è ritrovata nell'abbagliante corte reale di Daevabad, immersa nelle cupe conseguenze di una battaglia devastante, e lì ha scoperto di aver bisogno di tutto il suo istinto truffaldino per sopravvivere. Anche se accetta il suo ruolo ereditario, sa di essere intrappolata in una gabbia dorata, controllata da un sovrano che governa dal trono che una volta apparteneva alla sua famiglia: basterà un passo falso per far condannare la sua tribù. Nel frattempo, Ali è stato esiliato per aver osato sfidare suo padre. Braccato dagli assassini, è costretto a fare affidamento sui poteri spaventosi che gli hanno donato i marid. Così facendo, però, minaccia di portare alla luce un terribile segreto che la sua famiglia ha tenuto nascosto a lungo. Intanto, nel desolato nord, si sta sviluppando una minaccia invisibile. È una forza capace di portare una tempesta di fuoco proprio alle porte della città. Un potere che richiede l'intervento di un guerriero combattuto tra un feroce dovere cui non potrà mai sottrarsi e una pace che teme di non meritare mai.




Ho finito qualche giorno fa, il secondo libro della trilogia DAEVABAD e dopo aver letto il primo La Città di Ottone dove un finale sorprendente e avvincente mi ha lasciato con la voglia di leggere il secondo, eccomi a scrivere la recensione di IL REGNO DI RAME di S.A.Chakraborty, che sicuramente ho amato meno rispetto al precedente romanzo.

Il Regno di Rame è scritto in terza persona con una focalizzazione multipla, dove i punti di vista sono dei tre personaggi principali della storia: Nahri, Ali e Dara; loro ci sveleranno la storia, i loro sentimenti, i pensieri e tutto ciò che accade nelle loro vite, fortemente ancora legate anche in questa seconda avventura.

“L’unica cosa che contava era tornare a Daevabad e salvare Nahri dalla distruzione che lui stesso aveva provocato”.

Lo stile dell’autrice è ancora una volta evocativo, vivace con un linguaggio sicuramente complesso, ricco, pieno di descrizioni, narrazioni e dettagli precisi che portano a un ritmo un po’ lento nonostante riconosca in questo libro, una storia che continua a essere originale, interessante e dove non si hanno stravaganze senza senso ma una storia assolutamente logica nella sua conduzione, dove vi è la presenza di dialoghi non banali ma convincenti e molto interessanti.

Tanti i temi o i contenuti di spicco all’interno della storia narrata: soprattutto intrighi perlopiù politici, la convivenza tra culture diverse, l’uguaglianza, LGBT e tutto circondato da un po’ di magia che porta l’azione e la sorpresa soprattutto da tre quarti di libro in poi. Nella prima parte, infatti, ho fatto molta fatica a concentrarmi e solo dalla metà in poi ho cominciato a immedesimarmi ed emozionarmi fino a un finale che mi ha sorpreso e mi ha lasciato la voglia e la brama di leggere il terzo e ultimo libro della serie.

Ma vediamo cosa mi è piaciuto e cosa invece non mi ha fatto impazzire!

Sicuramente, per me, il punto di forza è l’ambientazione orientale assolutamente suggestiva, affascinante, magica e misteriosa. Una storia ben descritta, dettagliata e precisa in tutti i minimi particolari che mi hanno permesso “di vedere”, “annusare” e “sentire” tutti i sapori, le tradizioni e gli odori descritti in modo perfetto.

“Era Daevabad. Daevabad schiacciava tutti quelli che vi abitavano. La città era dominata dalla paura e dall’odio. Era un luogo in cui tutti erano così impegnati a cercare di sopravvivere e ad assicurarsi che i loro casi facessero altrettanto, che non c’era spazio per ricostruire la fiducia.”

Ho amato molto anche il modo di descrivere e caratterizzare i personaggi, sia quelli principali sia quelli secondari, evidenziando per ognuno, il quadro psicologico chiaro e preciso che ti fa distinguere tranquillamente ognuno di loro, facendoteli amare o odiare. Anche in questo secondo volume ho amato Nahiri e Dara, ho apprezzato di più Ali, ma, la vera rivelazione è stato Muthadir, che nel primo volume non sopportavo e odiavo, mentre in questo secondo libro l’ho trovato un bel personaggio, affascinante e intrigante. Mentre ho continuato a odiare Gassan, il Re, padre di Ali e Muthadir, sempre cattivo e che ha suscitato in me rabbia, antipatia e si merita tutto quello che gli accadrà (e mi fermo per togliere la sorpresa a chi lo deve ancora leggere).

Nonostante abbia trovato la lettura piacevole, non mi ha catturato completamente, la mia concentrazione ha spesso vacillato e non sono stata rapita dalla storia tanto da subordinare ogni mio altro interesse o il sonno, mi sono distratta molto e ho fatto fatica a entrare completamente nella storia.


Concludendo: un libro sicuramente maturo, complesso, originale e una storia impegnativa seppur scritta in modo impeccabile. Per me non è un capolavoro, non mi ha coinvolto e appassionato completamente e mi è piaciuto meno rispetto al primo; in ogni caso una buonissima lettura e un libro stupendo nella cover e a livello grafico meraviglioso in più un bel finale che mi ha lasciato, anche questa volta, con la voglia di continuare a leggere il terzo e ultimo capitolo della saga.

“Odio l’idea che scegliere di fare la cosa giusta a Daevabad sembri sempre avere un prezzo altissimo”



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LA CITTA’ DI OTTONE 

Bene Stelline, anche questa recensione del libro IL REGNO DI RAME di S.A.CHAKRABORTY finisce qui. Cosa ne pensate? Lo avete già letto? Vi piace questa saga? Siete d’accordo con la mia recensione? Fatemelo sapere con un commento qui sotto!

Vi mando un bacione e alla prossima!





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