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READING DIARY: Reading Vlog Scritto #4 Chi ha ucciso l'uomo del fiume? Leggo "L'inverno della levatrice" di Ariel Lawhon 🕮



Benvenuti nel mio quarto Reading Vlog scritto! ❄️📖

Se c'è una cosa che amo profondamente nei romanzi storici, è la capacità di trasportarmi in luoghi remoti e atmosfere così vivide da farmi sentire il freddo sulla pelle. Per questo appuntamento ho deciso di lasciarmi avvolgere dalle atmosfere gelide del Maine del 1789 con "L'inverno della levatrice" di Ariel Lawhon, primo libro del Gruppo di Lettura "Un libro su Misura" nella biblioteca del mio paese.

Questo libro mi ha attirato fin da subito per la sua premessa: un thriller storico ispirato alla storia vera di Martha Ballard, una levatrice che si ritrova a indagare su un cadavere riaffiorato dal fiume ghiacciato Kennebec, sfidando i pregiudizi di una società interamente dominata dagli uomini.

Ho deciso di strutturare questa lettura in 4 tappe. Questo post sarà il mio diario di bordo a caldo: lo aggiornerò passo dopo passo, e se volete leggetelo con me!

E' giovedì 8 ottobre e inizio la lettura di questo libro!

🚨 Attenzione agli spoiler : se non lo avete ancora letto non continuate la lettura ( tornerete quando lo avrete letto) o se invece lo state leggendo con me, andate alla tappa in cui siete arrivate!

Buona lettura!


❄️ Tappa 1 Il ghiaccio si spezza: l'inizio del mistero

Aggiornamento di Sabato 10 Ottobre - Prime 50 pagine

Eccomi qui, calpestando metaforicamente la neve del Maine! Ho ufficialmente iniziato questo viaggio e, ragazzi, dopo appena cinquanta pagine sono già completamente catturata.

La prima cosa che mi ha letteralmente stregata è la scrittura. Ariel Lawhon ha un modo di esprimersi che ti si incolla addosso. Usa immagini pazzesche, a metà tra la descrizione e il simbolismo puro. Vi lascio tre perle che ho sottolineato in queste pagine che mi hanno colpito:

  • "Finché il ghiaccio non si rapprende con un gemito stanco" ( sentite anche voi il rumore del fiume che si congela?)

  • "[Martha] sa quanto è infido il fiume e lesto a inghiottire le cose per trascinarle nelle sue profondità.

  • "L'aria gelida mi colpisce come uno schiaffo inaspettato. Mi brucia nei polmoni, a ogni respiro. E' una notte limpida, con una luna sfacciata, la trapunta d'inchiostro del cielo tempestata di stelle."

Quest'ultima frase non è solo meravigliosa da leggere, ma ha una duplice funzione: da un lato ti fa vedere la notte gelida con una nitidezza pazzesca, dall'altro ti proietta subito in un'atmosfera spietata e tagliente. Insomma, lo stile per ora è un grandissimo SI!

Parliamo del mistero: c'è un cadavere congelato nel fiume e la cosa assurda è che in paese non sembra fregare niente a nessuno! Anzi, dire che non sono dispiaciuti è un eufemismo. Ha tutta l'aria di essere un omicidio in piena regola e io sono già in modalità detective, curiosissima di vedere come si evolverà la situazione.

Nota di servizio per la me stessa del futuro: i personaggi sono infiniti. C'è una folla tale che ho dovuto prendere un foglio e iniziare a scrivermi nomi, alberi genealogici e legami di parentela per non perdere il filo. Aiuto, sono troppi! Ma ce la posso fare.

Due temi enormi hanno già fatto capolino, e sento che ci accompagneranno per tutto il libro:

  1. La violenza: Martha Ballard dice una frase che mi ha colpito molto: "A volte, il mio lavoro mi porta ad ascoltare brutali storie di violenza". Credo proprio che scaveremo nei lati più oscuri e brutali di questa comunità.
  2. Il Diario e il potere della scrittura: Il diario in cui la nostra levatrice annota tutto non è solo un quaderno. C'è una riflessione pazzesca sulle donne e la penna: "Solo Dio sa cosa farebbero, se godessero del potere della scrittura. Non esisterebbe nessun segreto se tutte le donne fossero capaci di scrivere". Wow. Questa frase mi ha fatto riflettere tantissimo, su come, all'epoca, negare l'istruzione alle donne fosse l'unico modo in cui gli uomini avevano per mantenere il controllo sociale. La scrittura è "vista" come un vero e proprio "potere" sovversivo, un'arma di emancipazione capace di far tremare la società patriarcale del tempo. E gli uomini, ovviamente, ne hanno una paura tremenda.

Per ora le premesse sono pazzesche. Io rimetto i guanti da levatrice e continuo a leggere! 

Aggiornamento di Domenica 11 Ottobre


Domenica di relax, casa, tisana e... una full immersion (tra piccole faccende domestiche e passeggiata) ad Hallowell. Ho letto altre 50 pagine e il mio coinvolgimento sta crescendo a dismisura.

In questa parte del libro, Martha riflette su cosa significhi, per una donna di casa dell'epoca, tenere un diario. Non è solo questione di saper scrivere, è che manca proprio il tempo! Trovare un momento di silenzio per concentrarsi e - cito testualmente questa meraviglia - "legare insieme i pensieri" è un'impresa. E a proposito di stile, guardate che meraviglia questa metafora che usa poco dopo: "Afferro il pensiero per la coda prima che torni a svanire". Non trovate descriva alla perfezione quel momento in cui un'idea ti sfugge e cerchi di acchiapparla al volo? Io la adoro.

Ma passiamo alle note dolenti, quelle che mi hanno fatto letteralmente bollire il sangue nelle vene. Ragazzi, il sistema giudiziario dell'epoca è da brividi. La difficoltà storica delle donne nell'ottenere giustizia istituzionale per le violenze subite è disarmante. La parola di una donna e le prove a sostegno venivano regolarmente messe in dubbio, ridicolizzate o ritenute insufficienti nei tribunali. E la cosa più triste? E' che mentre leggevo, non ho potuto fare a meno di pensare a quanto questa dinamica sia drammaticamente attuale. Ancora oggi, denunciare uno stupro o una violenza per una donna è un percorso a ostacoli, fatto di umiliazioni e sguardi inquisitori. Soprattutto se gli accusati sono figli di papà, potenti o famosi che la passano liscia mentre la vittima viene dipinta come "consenziente" o una "poco di buono". Cambiano i secoli, ma certe storture restano identiche.

Ovviamente la mia mente da detective ha iniziato a fare collegamenti: ma non è che la morte di Burgess e la violenza subita dalla povera Rebecca Foster sono collegate? Io un'idea me la sto facendo... Anche perchè in queste pagine c'è un flashback fortissimo su un'impiccagione a cui Martha ha assistito in passato, e secondo me non è lì per caso.

Chiudiamo con il verdetto sui personaggi, perchè ho già il mio preferito e il mio nemico giurato:

  • ❤️ Il King della situazione: Ephraim, il marito di Martha. Lo amo! E' di una dolcezza, di una tenerezza e di un protettivo unici. Guardate cosa dice Martha di lui: "Mi guardava come se fossi un oggetto fragile che rischiava di andare in frantumi. Mi guardava come se fosse pronto a raccogliere i cocci a uno a uno qualora fosse successo, e a rimetterli insieme a costo di farsi sanguinare le dita". Cioè, ma dove si trova un uomo così? Lo voglio!

  • 🤬 Il mostro della settimana: Joseph North. Lo sto odiando con ogni fibra del mio essere. Siccome la legge ( giusta, no?) non permette a una donna di testimoniare in tribunale senza il marito, questo individuo viscido sta facendo di tutto per allontanare Ephraim dal paese, così da impedire a Martha di testimoniare a favore di Rebecca Foster. Un uomo orribile, manipolatore, che non riesco a tollerare.

La voglia di andare avanti e vedere se giustizia sarà fatta (o se dovrò entrare io nel libro a prendere a schiaffi Joseph North) è altissima. Vado a leggere ancora un po', ci sentiamo al prossimo aggiornamento!

Ultimo aggiornamento - Chiusura della Tappa 1 (Arrivata a pagina 126)

Ed eccoci alla fine della prima tappa! Se il buongiorno si vede dal mattino, questo romanzo mi regalerà grandissime emozioni.

Prima di tutto, lasciatemi dare un altro bacio accademico a Martha ed Ephraim. Più vado avanti, più li amo. Sono una coppia splendida: il loro è un matrimonio vero, cementato da un amore profondo, dal rispetto reciproco e dalla capacità di restare uniti e felici in mezzo alle mille difficoltà della vita. In un panorama letterario pieno di drammi coniugali tossici, loro due sono una boccata d'aria fresca.

In queste ultime pagine della tappa mi ha colpito tantissimo una riflessione intima di Martha. C'è una volpe argentata che sembra apparirle spesso davanti, e guardate cosa scrive a riguardo:
"Dare un nome a qualcosa equivale a prenderne possesso. Implica il dovere di averne cura, di esserle leale. E' un atto che ha un significato: con quella singola parola ho dichiarato che questa bestiola è mia e che ho la responsabilità di proteggerla." Trovo che sia un pensiero d' una bellezza e di una delicatezza disarmanti, e lo condivido con ogni fibra del mio essere. Dare un nome significa creare un legame, e ogni legame porta con sé la responsabilità di proteggere l'altro.

Ma il momento in cui ho sentito Martha più vicina che mai è stato quando ha iniziato a parlare di una delle cose che amo di più al mondo: la lettura.
Martha trova nei libri un rifugio, proprio come succede a me. Quando apro un libro, mi immergo completamente in un'altra storia e, per magia, l'inquietudine si placa. Leggere riesce ad alleviare le preoccupazioni, a far tacere i pensieri pesanti e a dare una tregua alla mente quando viene assalita dall'ansia del quotidiano.

Con questa bellissima dichiarazione d'amore per il libri chiudo ufficialmente la prima tappa! Il mistero è fitto, i personaggi sono annotati sul mio foglietto di sicurezza, e l'atmosfera mi ha conquistata.

Ci leggiamo prestissimo con la Tappa 2! Prepariamo i cappotti, perché il freddo di Hallowell si farà ancora più intenso!

"FINE DELLA TAPPA 1"


📜 Tappa 2 Parole scritte, segreti sepolti

Benvenuti nella seconda tappa! ❄️🕵️‍♀️

Se siete arrivati fin qui, significa che anche voi siete rimasti intrappolati nella morsa di ghiaccio di Hallowell insieme a me. Abbiamo chiuso la prima tappa con un cadavere misterioso nel fiume, un elenco infinito di personaggi che sto continuando a monitorare sul mio foglietto di fiducia, e una rabbia immensa per il viscido Joseph North e le ingiustizie subite dalle donne dell'epoca. Di contro, però, abbiamo una coppia meravigliosa come Martha ed Ephraim che mi fa battere il cuore.

Ora è il momento di addentrarci ancora di più tra le pagine di questo romanzo. In questa seconda tappa sento che il diario di Martha diventerà sempre più centrale: un custode silenzioso di verità scomode che molti in città vorrebbero vedere sepolte sotto la neve.

Io ho già la mia tazza di tè pronta e miei segnapagina a portata di mano. Svuotate la mente dalle preoccupazioni, immergiamoci in questa nuova tranche di pagine e andiamo a caccia di segreti!

Aggiornamento di Martedì 13 Ottobre 


Eccomi tornata con il primo aggiornamento di questa seconda tappa, e vi avviso: queste pagine sono state emotivamente impegnative. Più mi addentro nella storia di Hallowell, più mi si stringe lo stomaco.

Partiamo però dalle certezze che mi fanno bene al cuore: Martha ed Ephraim. Ragazzi, io continuo ad amarli alla follia! Sono di una forza incredibile. Il loro legame non è fatto solo di affetto e di abitudine; Ephraim è una presenza assolutamente indispensabile nell'equilibrio emotivo e pratico di Martha. Sono una squadra vera, una coppia così unita da un amore profondo che - spero con tutta me stessa _ potrà superare davvero ogni tempesta. Diciamoci la verità: chi non vorrebbe un rapporto così nella vita?

Ma veniamo al fango di questa cittadina. C'è una frase che mi ha letteralmente sbalordita per la sua lucidità:
Alla gente importava ben poco della morte di Joshua Burgess, ma la notizia che potrebbe essere stato il reverendo a ucciderlo ha fatto scalpore. E coloro che non hanno mai preso per buona la versione di Rebecca riguardo allo stupro la guardano con sospetto, ora che è incinta.

Ecco a voi il moralismo e il pregiudizio della comunità in tutto il suo splendore. Una tragedia umana diventa "interessante" per il paese solo quando tocca una figura di rilievo come il reverendo, trasformando un dramma in un pettegolezzo da cortile. E la povera Rebecca? Oltre al danno, la beffa. Ora che è incinta a causa della violenza subita, la gente le gira le spalle e la guarda con sospetto. L'isolamento sociale che lei e suo marito stanno subendo è dolorosissimo.

In tutto questo fango, però, brilla la fermezza di Martha. Lei sceglie di non rimanere una spettatrice passiva. Decisissima ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni, vuole andare in tribunale a testimoniare per avvalorare l'accusa di Rebecca. E lo fa pronunciando parole che dovremmo stamparci in testa: "A volte una donna deve fare qualcosa, anche se ne ha timore." Che donna straordinaria.

Ci sono stati altri due passaggi che mi hanno costretta a fermarmi e riflettere sulla condizione femminile dell'epoca:

  • "Non capirò mai perché gli uomini pensino che le donne non desiderino altro che far loro del male. Nella mia esperienza, di solito è il contrario!" Questa frase fotografa una dinamica patriarcale che purtroppo conosciamo fin troppo bene: la tendenza a dipingere le donne che denunciano un abuso come "manipolatrici" o "vendicative", intente a complottare solo per rovinare la reputazione degli uomini.

  • "Mi metto a piangere per ogni altra donna che vive, soffre e muore a causa degli umori mutevoli degli uomini." Questo è un pianto collettivo. Una dimostrazione di empatia pura per la precarietà dell'esistenza femminile in una società in cui le donne si trovavano a subire leggi e voleri maschili su cui non avevano alcun controllo.

Vi dico la verità: leggere queste pagine mi ha fatto venire i brividi. Mi ha fatto comprendere quanto sia stato difficile essere donna in quel secolo, ma la cosa che mi ha fatto più male è pensare che ancora oggi, in tantissime parti del mondo, è ancora così se non peggio. Non posso fare a meno di soffrire e di stringermi idealmente a tutte quelle donne che nel 2026 non possono ribellarsi, che devono vivere nascoste, sottomesse o costrette a camminare tre passi dietro al marito o al padre.

Questo libro si sta rivelando molto più di un semplice giallo storico. Io vado a continuare la lettura, ho un disperato bisogno di vedere se la giustizia trionferà in questo inverno gelido.

A presto con il prossimo aggiornamento!

Aggiornamento di Mercoledì 14 Ottobre 

Nuovo giorno, nuovo appuntamento con il nostro diario di bordo. Oggi le pagine ci regalano un meraviglioso salto nel passato: un flashback di trentacinque anni prima, dritto dritto alla notte del matrimonio tra Ephraim e Martha.

Ragazzi, che ve lo dico a fare? Io li amo in modo totalizzante. Ephraim si conferma l'uomo della vita: rispettoso, protettivo, follemente innamorato. Martha scrive una frase che mi ha sciolto il cuore: "Ogni donna vuole un uomo che le sussurri parole dolci nell'oscurità". (Ecco, alziamo la mano se stiamo pensando tutte la stessa cosa: peccato che uomini così esistano solo nei libri! ^_^ Ma continuiamo a sognare.)

Accanto a questa parentesi dolcissima, torniamo nel tempo presente di Martha e il libro picchia duro su temi sociali pesantissimi. Il primo è l'incoerenza e l'ipocrisia della disparità di genere. In queste pagine si parla delle sanzioni spietate che colpivano le madri nubili: uno strumento crudele usato dalla società per umiliarle e "dissuaderle" dai rapporti fisici. La cosa che mi fa imbestialire? Per gli uomini non esisteva mezza sanzione. Un'ingiustizia folle, se ci pensate, perché nessuna donna sulla faccia della terra può concepire da sola! Eppure, la colpa e la vergogna cadevano sempre e solo su di lei.

Subito dopo si incontra una riflessione sulla maternità che mi ha colpita per la sua cruda verità. L'autrice ci ricorda che essere incinta non è solo "portare una vita in grembo". Significa anche sperimentare una vulnerabilità assoluta. Si torna bambine spaventate, fragili, esauste, in balia di emozioni mutevoli e di un corpo che in qualche modo ti tradisce. Una creatura indifesa a tutti gli effetti.

Infine, voglio lasciarvi con la parte che più mi ha toccato l'anima in questo capitolo, ed è legata al tema del silenzio. C'è un passaggio poetico e potentissimo che ho fatto mio:

Le parole possono essere un dono, ma anche il silenzio può esserlo. Lasciamo che il silenzio si depositi intorno a noi come le foglie d'autunno.

Questa frase mi ha fatto riflettere tantissimo su quanto il silenzio esprima, a volte, una maturità emotiva immensa. Spesso pensiamo di dover riempire lo spazio con i discorsi per forza, ma la vicinanza più autentica passa attraverso una presenza silenziosa e non giudicante. Esattamente come le foglie che cadono piano, senza fare rumore, adagiandosi sul terreno per coprirlo e proteggerlo dolcemente, così il silenzio può avvolgere una persona in un momento di intima fragilità. Diventa un "dono" perché offre uno spazio sicuro in cui l'ansia, la paura e il dolore degli altri possono placarsi spontaneamente, senza il peso emotivo di dover rispondere o spiegare. A volte, un silenzio pieno d'affetto dice molto più di mille parole.

Io vi lascio con questa riflessione, mi rimetto comoda e vado a scoprire cosa succederà adesso ad Hallowell. Al prossimo aggiornamento!

Ultimo aggiornamento - Chiusura della Tappa 2

Eccomi qui, a cuore aperto, per l'ultimo aggiornamento che chiude ufficialmente la seconda tappa. Vi avviso: le ultime pagine sono state una vera e propria tempesta emotiva. C'è un contrasto fortissimo tra il dolore intimo di una madre e la brutalità della cronaca di Hallowell.

In questi capitoli conclusivi, Martha fa una riflessione profonda sul rapporto con suo figlio Jonathan che mi ha profondamente colpita:
"I segni della lacerazione ti rimangono dentro."
Parla di quella ferita emotiva, tutt'altro che passeggera, che una madre si porta dentro quando i figli crescono. Anche se il distacco è un passaggio naturale e inevitabile nello sviluppo di un figlio, il senso di perdita, il rifiuto e la rabbia che a volte i figli manifestano lasciano una traccia dolorosa nell'animo materno. Eppure, subito dopo, Martha trova conforto in un pensiero dolcissimo: "Mi ricorda che, anche se è un uomo fatto, rimane sempre il mio ragazzo. A dispetto di ogni lacerazione." Trovo che in questo passaggio ci sia una speranza immensa: non importa quanta distanza o quanta sofferenza possa creare il processo di separazione, l'amore profondo e l'identità di quel figlio rimangono inalterati nel cuore di una madre. Sempre.

Ma se questa parte mi ha commossa, la successiva mi ha letteralmente spezzata. Siamo arrivati al momento della testimonianza di Rebecca sulla violenza che ha subito. Ragazzi, è stato lacerante. Dolorosa da togliere il fiato. Ho provato una rabbia cieca nei confronti di quei due delinquenti ( per essere gentile) che hanno abusato di lei, e al tempo stesso una dose d'empatia così forte per Rebecca che mi sono ritrovata con le lacrime agli occhi e avrei voluto entrare nel libro per abbracciarla forte! Mentre leggevo la sua descrizione, ho sentito un dolore al petto così reale che è davvero difficile da spiegare a parole. L'autrice è stata magistrale nel descrivere l'orrore, ma viverlo attraverso gli occhi di Martha e Rebecca fa davvero male.

Con questo nodo alla gola si chiude la seconda tappa. Il quadro è sempre più cupo, le ferite della comunità sono scoperte e la neve di Hallowell sembra macchiata di segreti indicibili.

Io ho decisamente bisogno di una pausa per respirare prima di gettarmi nella Tappa 3, che si preannuncia ancora più intensa!

Voi cosa ne pensate fino a questo punto? Fatemelo sapere nei commenti!

"FINE DELLA TAPPA 2"


⛈️ Tappa 3 La tempesta si stringe attorno a Hallowell

Benvenuti nella terza tappa! ❄️⚖️

Se avete letto lo scorso aggiornamento, sapete che ho chiuso la seconda tappa del libro con un nodo alla gola e il cuore spezzato per la dolorosa testimonianza di Rebecca. Ormai siamo entrati nella terza tappa e la sensazione è che non si possa più tornare indietro: i segreti di Hallowell coperta di neve stanno venendo a galla uno a uno, come il corpo dal fiume ghiacciato.

In questa terza tappa ci avviciniamo a grandi passi verso il processo. La tensione tra i personaggi è alle stelle e sento che la nostra amata Martha Ballard si troverà a dover lottare ancora più duramente per valere la verità in un mondo che preferirebbe il silenzio dell'omertà. Joseph North è sempre più viscido e io sono pronta con il mio foglietto dei sospettati dell'omicidio a portata di mano per vedere se le mie teorie crolleranno o troveranno conferma.

Prendete una coperta pesante, perché l'inverno del Maine si fa sempre più rigido e la tempesta sta per abbattersi definitivamente sulla città.

Ci leggiamo tra pochissimo con le mie impressioni a caldo sulle prossime pagine!

Aggiornamento di Venerdì 16 Ottobre 


Eccomi qui con il primo aggiornamento della terza tappa. Ragazzi, la tensione emotiva non accenna a diminuire, anzi. Questo libro continua a scavare dentro l'anima e ci sono state diverse frasi che mi hanno costretta a fermarmi, a riflettere e che mi hanno toccato profondamente il cuore.

Voglio iniziare con una citazione breve ma dolorosamente vera:
Come bruciano le lacrime! A volte peggio del fuoco.
Non trovate che sia un'immagine pazzesca? Ci sono momenti in cui il dolore fisico e quello emotivo si fondono, e le lacrime che teniamo dentro finiscono per bruciare più di una scottatura sulla pelle.

In queste pagine torna prepotentemente quello che, secondo me, è il vero filo conduttore invisibile del romanzo: il silenzio. Martha Ballard fa una riflessione sul suo lavoro che mi ha lasciata a bocca aperta:
Una delle mie virtù principali, come levatrice, è la capacità di rimanere in silenzio. L'unico antidoto a questa forma di dolore è creare un'oasi di quiete imperturbabile.

E' una frase meravigliosa. Ci insegna che il silenzio non è affatto assenza, vuoto o passività. Al contrario, è un atto di profonda attenzione, rispetto e cura verso la vulnerabilità dell'altro. Quando qualcuno soffre, spesso l'errore che facciamo è riempirlo di parole inutili: Martha invece ci mostra il regalo più grande che si possa fare a chi è nel dolore è creare uno spazio sicuro, un'oasi di quiete dove l'altro possa semplicemente essere, senza sentirsi giudicato o pressato.

Strettamente legata a questa, c'è un'altra frase che mi ha fatta riflettere sul modo in cui ognuno di noi gestisce la sofferenza:
Ci sono persone che preferiscono tenere le proprie lacrime per sé
Mi ha aiutato a ricordare che non tutti viviamo lo sconforto allo stesso modo. Ci sono persone che scelgono di vivere il proprio dolore in totale solitudine o in modo estremamente riservato, custodendolo dentro per non mostrarsi fragili agli occhi del mondo. Spesso dietro a questa riservatezza c'è un mondo intero, e l'unica cosa che possiamo fare è rispettarlo, facendo capire a chi amiamo che la loro fragilità non ci spaventa e che con noi non devono per forza mostrarsi forti.

Sempre sul tema dei non-detti, Martha scrive anche: "Un segreto può essere scomodo, anche se non è infamante." Questa è una grande verità psicologica e sociale. Il silenzio o l'omertà in questa cittadina non derivano sempre dalla disonestà pura, ma dalla fatica e dalla paura di gestire verità pesantissime all'interno di una piccola comunità dominata dal giudizio spietato degli altri.

Chiudo questo aggiornamento con la mia personale "lista dei cattivi", perché il mio foglietto dei sospettati sta diventando una lista d'odio! 🤬
I miei nemici giurati in questo momento sono due: Benjamin Page, il medico ufficiale del paese, che trovo odioso, irrispettoso, antipatico e di un'insolenza rara, e ovviamente Joseph North. Quest'uomo è un criminale viscido che si nasconde dietro la facciata rispettabile da colonnello, e io sto letteralmente contando le pagine che mi separano dal momento in cui ( spero con tutto il cuore!) pagherà per quello che ha fatto.

Io mi rimetto comoda, stringo la coperta e continuo a leggere. La tempesta su Hallowell è ufficialmente iniziata. Al prossimo aggiornamento!

Aggiornamento del Weekend - Chiusura della Tappa 3

Un weekend decisamente pieno di impegni e di momenti sorprendenti, ma non potevo non ritagliare del tempo per la lettura. E così, ho ufficialmente concluso la terza tappa! Vi avviso già: tenete i fazzoletti a portata di mano perché questa parte è stata un colpo al cuore dietro l'altro.

All'inizio troviamo un nuovo flashback, ambientato trent'anni prima, che ci racconta finalmente come Martha è diventata una levatrice. Subito dopo, la narrazione torna al presente e ci addentriamo nella quinta parte del libro che ha un titolo che è già tutto un programma: Il dolore muto. Ad aprirla c'è una citazione di Shakespeare - autore che ho capito essere amatissimo da Martha ed Ephraim e che torna spesso nel romanzo - tratta dal Giulio Cesare:
"Se avete lacrime, ora preparatevi a versarle."
Un avvertimento in piena regola. E calcolando che in questo periodo sono particolarmente sensibile e potrei piangere per un nulla, l'ho preso molto sul serio!

Sul fronte del mistero, la mia mente da detective continua a lavorare. Esattamente come Martha, i miei sospetti sono tutti concentrati sul viscido Joseph North. Non ho ancora capito il perché abbia ucciso Burgess, ma inizio ad avere una teoria: e se Burgess fosse in procinto di confessare qualcosa e North lo avesse messo a tacere per sempre? 
Dopotutto, in questa tappa scopriamo che l'intento finale di North è terribile: vuole diventare a tutti gli effetti il padrone assoluto della cittadina. Un personaggio inquietante e avido.

In mezzo a tutta questa tensione e oscurità, l'autrice ci regala una di quelle descrizioni della natura che mi fanno letteralmente innamorare del suo stile:
Con la luna splendente e le nuvole sfilacciate, il cielo sembra un guscio di madreperla striato di grigio.
E' un'immagine poetica bellissima. La natura, qui, funziona quasi come un elemento stabilizzante per Martha: una carezza visiva capace di riportare equilibrio nel suo io interiore dopo le fatiche e le brutture del suo lavoro.

Poco dopo, si incontra una riflessione sulla guerra che mi ha colpita tantissimo per la sua disarmante lucidità:
Quando una guerra finisce, se ne dimentica il costo. La cruda realtà. Il terreno zuppo di sangue, le lapidi, le rovine e i danni collaterali. I modi in cui l'uomo è disposto a uccidere pur di vincere. La storia è scritta da chi sopravvive.
Ariel Lawhon fotografa alla perfezione l'ipocrisia con cui le società rielaborano i conflitti storici. Le guerre vengono quasi sempre romanticizzate, trasformate in racconti eroici di gloria e patriottismo, nascondendo sotto il tappeto il costo umano reale: le vite spezzate, i traumi incancellabili di chi resta e la violenza disumana.

E a proposito di vite spezzate… arriviamo al finale della tappa, che si chiude con un flashback di vent'anni prima. Ragazzi, un capitolo tristissimo. Qui le lacrime mi sono scese davvero. Ho "visto" e "sentito" sulla mia pelle il dolore straziante di Martha mentre racconta la perdita di due dei suoi figli a causa della difterite, e il periodo buio e durissimo che lei ed Ephraim hanno dovuto attraversare. Questa coppia ha affrontato l'inferno, e il fatto che siano ancora così uniti mi fa venerare il loro amore ancora di più.

La terza tappa si chiude così, lasciandomi con un gran magone ma anche con una voglia incredibile di giustizia. Sono ufficialmente pronta ad iniziare l'ultima tappa di questo Reading Vlog!

"FINE DELLA TAPPA 3"


🏔️ Tappa 4 Il disgelo e la verità: bilancio finale

Benvenuti all'ultima, intensissima tappa di questo Reading Vlog! ❄️🔍

Ci siamo ragazzi. Siamo arrivati alla resa dei conti finale. Abbiamo attraversato l'inverno gelido del Maine, abbiamo pianto con Martha per il dolore immenso del suo passato e abbiamo accumulato abbastanza rabbia verso Joseph North e Benjamin Page da riempire un intero tribunale.

In questa quarta e ultima parte della lettura, il ghiaccio di Hallowell sta per sciogliersi e, insieme al disgelo, tutti i nodi verranno finalmente al pettine. E' il momento di scoprire se la verità trionferà, come si evolverà il mistero dell'omicidio di Burgess e se la povera Rebecca otterrà la giustizia che merita. Il mio foglietto dei sospettati è ormai consumato dai troppi appunti, ma non vedo l'ora di scoprire se l'autrice riuscirà a sorprendermi fino all'ultima pagina.

Mettetevi comodi per quest'ultimo capitolo del nostro viaggio. Prepariamo i commenti finali, perché sento che ci sarà tantissimo di cui discutere!

Aggiornamento di Martedì 20 ottobre - Primo blocco dell'ultima tappa


Eccomi qui con il penultimo aggiornamento di questo Reading Vlog! Ragazzi, la tensione in queste pagine è arrivata a livelli difficili da spiegare. Ho letto con il cuore in gola e i post-it hanno letteralmente invaso il mio libro. Andiamo con ordine, perché ci sono rivelazioni e riflessioni pazzesche.

Iniziamo con una frase che mi ha ricordato quanto sia straordinario il potere dei gesti:
Le parole sono inutili in certi momenti.
L'autrice ci mostra come, a volte, l'atto d'amore diventi un'autentica oasi di sospensione dalle responsabilità pratiche e dai pensieri pesanti. E indovinate chi c'è dietro questa oasi? Esatto, Martha ed Ephraim. Questa coppia continua a dimostrarsi adorabile, solida e vera. Insieme sono la dimostrazione vivente che si può superare qualsiasi tempesta.

Subito dopo, si incontra una riflessione storica sulle donne che mi ha fatto riflettere parecchio: 
Ho imparato da tempo a non alimentare le speranze delle donne. Se vogliono una cosa, facilmente otterranno il contrario.
Una frase amara, che fotografa la rassegnazione di chi sa quanto fosse difficile, all'epoca, veder realizzati i propri desideri in un mondo gestito da altri.

Ma andiamo avanti, perché Martha ci ricorda anche l'importanza del suo immenso diario con parole che mi hanno dato i brividi: "Queste parole sono il segno che lascerò di me...". La scrittura non è solo un passatempo o un dovere, ma una vera e propria eredità, l'unica traccia di esistenza in un mondo che tendeva a cancellare la voce delle donne.

C'è stato poi un momento molto toccante legato a un'evoluzione intima di Martha:
"Sono entrata in una nuova fase della mia vita di madre. E' un'emozione agrodolce. Non posso fare a meno di sentirmi in qualche modo tradita, ora non hanno più bisogno di me!" E' il ritratto perfetto del dolore del "nido vuoto". Questo distacco emotivo e fisico dai figli ormai cresciuti è un passaggio naturale della vita, ma l'autrice lo descrive in modo così intimo e commovente che è impossibile non empatizzare con il senso di smarrimento di una madre che vede svanire il proprio ruolo centrale.

E sul fronte del giallo? Bomba d'acqua! 🤯
Cosa c'entra Sam Darwin con il pizzo strappato dalla camicia da notte di Rebecca Foster la notte dello stupro? Perché lui ce l'ha? E' forse lui l'uomo legato al caso Foster? I sospetti di Martha sono fondati? Se non fosse Joseph North l'assassino di Burgess, saremmo davanti a un colpo di scena clamoroso! Ma se così fosse, perché Sam l'avrebbe ucciso? Ho mille domande in testa e sto divorando le ultime pagine per avere le risposte.

Infine, devo parlarvi del passaggio che mi ha letteralmente tenuta con il fiato sospeso: il momento in cui North cerca di violentare Martha mentre lei è sola in casa. La mia rabbia per questo viscido criminale ha toccato l'apice. Ma la frase che mi ha ferito di più è stata quella pronunciata da lui:
Nessuno ti crederà.
E' la frase triste e ricorrente pronunciata da ogni uomo che abusa del proprio potere per usare una donna. E come nota amaramente Martha: "il problema è che spesso hanno ragione." E' agghiacciante notare come questo isolamento della vittima e questa impunità risuonino purtroppo ancora oggi nella nostra società contemporanea.

Però, lasciatemi fare un urlo di gioia per la reazione della nostra protagonista: Brava Martha, e ben gli sta! Non dico altro sul come si sia difesa e su come sia andata a finire per quel bastardo, sappiate solo che ho esultato!

Ci siamo quasi, ragazzi. Poche pagine mi separano dalla parola "Fine". Riuscirò a finirlo in pausa pranzo? Visto che stasera ci sarà il gruppo di lettura del mio paese a cui parteciperò! Speriamo!
Ci rivediamo pochissimo qui sotto (spero) per il verdetto finale!

Ultimo aggiornamento - Fine del romanzo ( La resa dei conti)

Ragazzi, ce l'ho fatta! Mancava solo mezz'ora all'appuntamento con il gruppo di lettura del mio paese e sono riuscita a girare l'ultima pagina proprio durante la pausa pranzo. Che viaggio incredibile è stato.

Alla fine tutti i nodi sono venuti al pettine e il mistero si è sciolto: scopriamo che è stato proprio Sam a uccidere Burgess. E sapete qual era il movente? Vendicare la violenza brutale che quel criminale aveva fatto sulla sua donna. Vi dico la verità, la mia unica reazione a caldo di fronte a questa rivelazione è stata: ha fatto benissimo! Eliminando Burgess, Sam ha salvato tantissime altre donne dalle grinfie di un predatore spietato. Giustizia poetica? Forse. Ma in questo inverno gelido, era quella di cui c'era bisogno.

Prima della parola fine, l'autrice ci regala un ultimo, dolcissimo flashback ambientato dodici anni prima. Ritroviamo Martha e il suo splendido Ephraim ( che ogni donna vorrebbe!!) fermi davanti al terreno spoglio su cui sorgerà la loro futura casa, intenti a sognare la loro vita insieme: 
Ci eravamo voltati insieme a guardare il posto dove avremmo iniziato la nostra nuova vita.
Ancora una volta, il loro amore si conferma il motore immobile e pulito di tutta la storia.

Il capitolo finale, poi, è di una bellezza disarmante. Mi ha commossa profondamente, e la protagonista assoluta è Tempest, la bellissima volpe argentata. Non vi svelo come si chiude la parabola, ma sappiate che è la perfetta conclusione per un romanzo favoloso che mi è piaciuto tantissimo.

Ora ho assolutamente bisogno di staccare la mente. Questa sera mi aspetta il gruppo di lettura per discuterne e confrontarmi con le altre ragazze, il che sarà sicuramente super stimolante. Nei prossimi giorni, con calma, riprenderò in mano tutti i miei appunti, le frasi evidenziate e le note scritte all'interno del libro per scrivere la recensione completa qui sul blog.

Per ora, il mio quarto Reading Vlog scritto si conclude qui! Spero che vi sia piaciuto camminare al mio fianco sul ghiaccio di Hallowell.

Voi lo avete letto? Vi ispirano queste atmosfere? Aspetto tutti i vostri commenti qui sotto e grazie se lo avete letto insieme a me! ❄️📖

Alla prossima

































































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